TERME VAL RENDENA

Le potenzialità della fonte ferruginosa «S. Antonio«, che sgorga sopra il paese, fanno da sempre parte della memoria storica dei Caderzoni; i documenti custoditi negli archivi parrocchiali e comunali testimoniano come nel 1635 fosse stato lo stesso Principe Vescovo di Trento, Carlo Emanuele Madruzzo, ad apprezzarne direttamente i benefici effetti. Diversi furono i tentativi di sfruttamento delle acque termali, per un loro utilizzo terapeutico e turistico. Nel 1928 venne costituita la «Società Acquaforte Sant'Antonio - Caderzone«, ma solo nel 2004 le terme sono divenute un'importante realtà:

TERME E SALUTE

L'acqua della sorgente "Fonte S. Antonio" , da sempre tenuta in grande considerazione dalle popolazioni locali, dai numerosi ospiti che frequentano la valle e fin dal secolo scorso da esperti di idrologia (nel 1995 il centro di studi di chimica idrologica del C.N.R. dell'università di Bologna se ne occupò approfonditamente), è stata oggetto negli ultimi dieci anni di osservazione e interesse da parte di clinici e studiosi tanto da indurre l'amministrazione locale a dotare la zona del nuovo centro termale. Contributi di studio vennero in particolare dall'Università di Trento, di Pisa e di Pavia, con apporti scientifici interessanti e degni di menzione. Dai risultati delle analisi chimico-fisiche e dalle ricerche effettuate, l'acqua termale Fonte S. Antonio è classificabile come "oligometallica di tipo ferruginoso con oligoelementi di grande rilievo quali litio e selenio". Presso il nuovo centro termale è possibile effettuare le seguenti cure: cura idropinica, cura delle vie respiratorie, cura delle vasculopatie periferiche incluse metodiche proprie degli stabilimenti termali quali massaggi totali o parziali, linfodrenaggi, shiatzu, cure estetiche ed erboristiche. 

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